I borghi più belli della Riviera dei Fiori

Itinerari nella Riviera dei Fiori

I borghi più belli della Riviera dei Fiori

Se è vero che tutti i borghi della Riviera dei Fiori sono belli, la bellezza di alcuni è riconosciuta attraverso l’ammissione al Club I Borghi più belli d’Italia che certifica l’importanza del patrimonio architettonico/naturale del paese e premia le sue inizative di valorizzazione.

Questo percorso vi porterà alla scoperta dei borghi che hanno ottenuto la prestigiosa iscrizione al club.

Apricale

Grazioso paese che si erge nella Val Nervia, Apricale ama trasmettere la sua “liguritudine” a primo impatto. E ci riesce benissimo: arrampicandosi sulla roccia, quasi in verticale, non può che essere un luogo simbolo della sua terra. 

Il pittoresco borgo medievale si percorre a piedi, lentamente, ammirando le stradine, il panorama, degustando le pansarole, tipiche frittelle soffici, perfette da gustare con lo zabaglione. 

Ogni angolo nasconde una sorpresa, dai murales degli artisti alle caratteristiche piazzette, dalle chiese al suggestivo Castello della Lucertola, oggi museo, fatto costruire nel X secolo dai Conti di Ventimiglia e così chiamato perché la sua forma, come quella del paese arroccato, ricorderebbe una lucertola al sole.

Certamente un borgo romantico e affascinante che ben vale il suo appellativo, Borgo degli innamorati, ma rimane perfetto anche in famiglia, tra amici o in solitaria.

Badalucco

Nel cuore della Valle Argentina, un borgo che profuma di olio nuovo, stupisce con i colori dei suoi dipinti nei caruggi e allieta il palato con la buona cucina

A Badalucco l’olio extravergine d’oliva è protagonista: antichi frantoi con pale ad acqua diventano anche ristoranti e aziende-museo aperte al pubblico.

E l’olio è anche uno degli ingredienti principali usati per le squisite ricette liguri e badalucchesi. Specialità del posto sono il succulento stoccafissu au Baücogna, lo stoccafisso alla badalucchese, a cui viene dedicata una grande festa, e i famosi fagioli presidio Slow Food.

Esplorate il borgo: all’ingresso ad accogliervi il ponte romanico di Santa Lucia, all’uscita il ponte della Madonna degli Angeli. Percorrete i suoi vicoli dipinti: troverete un piccolo museo all’aria aperta con murales e opere in ceramica collocate sulle pietre a vista e sugli intonaci delle case medievali. 

Nell’art gallery troverete esposte diverse opere. 

Visitate la Chiesa di Santa Maria Assunta e San Giorgio, con il suo campanile visibile da ogni parte del paese.

Godetevi la natura e percorrete i sentieri adatti al trekking: uno di questi, facente parte della REL, Rete Escursionistica Ligure, vi porterà sul monte Carmo, al santuario della Madonna della Neve, in bella posizione panoramica. Oppure, spingetevi fino alla Tana di Bertrand, una piccola grotta sul fianco del Monte Faudo a quasi mille metri di altitudine, dove vennero ritrovati strumenti in osso, punte di freccia in selce e corredi funerari attualmente esposti al Museo Archeologico di Sanremo.

Cervo

Cervo è un piccolo borgo arroccato sulla costa, racchiuso dalle mura medievali e dominato dal Castello di Clavesana, oggi sede del Museo etnografico del ponente ligure e della mostra permanente Donne di Liguria

Inconfondibile e maestosa la Chiesa di San Giovanni Battista, gioiello del barocco ligure. La Chiesa è meglio conosciuta come la chiesa “dei Corallini” perché fu edificata tra il XVII e XVIII secolo con parte dei proventi delle compagnie di pescatori che commerciavano il corallo dei mari di Corsica e Sardegna. Particolare e suggestivo l’oratorio di Santa Caterina, in stile romanico, sede anche di diverse manifestazioni. 

Caratteristici i ristorantini tipici, interessanti le botteghe di artisti e artigiani.

Particolarmente cristalline le acque delle spiagge, mentre a monte del paese gli uliveti colorano di verde il panorama. 

Cervo è un piccolo gioiello da ammirare in silenzio: saranno le onde del mare o la musica del suo Festival Internazionale di musica da camera a parlarvi.

Diano Castello

Un tempo Capitale della Communitas Diani, una comunità semiautonoma nella Repubblica di Genova, oggi Diano Castello è un caratteristico e vivace borgo. 

La sua posizione, che unisce il verde del bosco e degli uliveti all’azzurro del mare in lontananza, crea un panorama suggestivo. Il suo centro storico, invece, lascia ancora trasparire l’antica atmosfera originaria del borgo fortificato. 

Osservate i resti della sua cinta muraria: un tempo era aperta da quattro porte ed era rinforzata da alcune torri, di cui ne resta parzialmente riconoscibile una. 

Entrate in paese attraverso la Loggia Municipale, il simbolo di questo piccolo borgo. Ammirate la bellissima Parrocchiale di San Nicola di Bari, il Palazzo Quaglia e il Palazzo del Comune, di fondazione quattrocentesca.

Passeggiando tra le vie del caratteristico centro storico, vedrete la Chiesa di Santa Maria Assunta, con i suoi pregiati cicli di affreschi medievali, e il magnifico soffitto a capriate lignee della Chiesa di San Giovanni Battista. Fermatevi a gustare un buon vino accompagnato dai prodotti tipici locali o godetevi uno spettacolo nel piccolo Teatro della Concordia.

Perinaldo

Perinaldo è un piccolo borgo in pietra dalla storia millenaria. Nei suoi vicoli ha camminato niente che di meno dell’astronomo ufficiale di Luigi XIV.

Gian Domenico Cassini, il primo astronomo moderno, nacque proprio qui nel 1625. Le sue scoperte, dagli anelli e satelliti di Saturno alla Grande Macchia rossa di Giove, furono talmente straordinarie da essere chiamato in Francia alla corte del Re Sole, Luigi XIV.

A lui è intitolato il famoso Osservatorio Astronomico di Perinaldo, dove è possibile osservare il cielo e visitare il planetario. 

Ma il paese non è solo il borgo delle stelle: è anche la patria del Carciofo di Perinaldo, Presidio Slow Food.

Molto caratteristico il centro storico con le meridiane sui palazzi, i muri in pietra e la Chiesa parrocchiale di San Nicola da Bari, eretta nel 1489, che conserva al suo interno un crocifisso ligneo del XV secolo e uno degli organi più belli dell’entroterra ponentino del 1829.

Seborga

Forse non tutti sanno che nella Riviera dei Fiori c’è una principessa. La sovrana “governa” il Principato di Seborga, piccolo paese dell’entroterra. Il borgo reclama ancora oggi la sua indipendenza in virtù di una piccola vicenda burocratica che, così si dice, renderebbe nullo il passaggio di Seborga sotto la giurisdizione dei Savoia. 

Anche se di fatto appartiene al territorio italiano, il borgo, per tradizione, continua a eleggere un suo sovrano e a coniare una propria moneta, il luigino, un tempo realmente utilizzata. Oggi i luigini si possono acquistare presso il Palazzo del Governo, insieme ai francobolli.

Oltre alle curiosità su questo borgo, scoprite anche il suo centro storico: un intreccio di vicoli che conducono alla caratteristica piazza principale, con la seicentesca chiesa Parrocchiale di San Martino, la chiesa barocca di San bernardo, i musei e il Palazzo dei Monaci, antica sede della Zecca. 

Taggia

Taggia è la patria indiscussa dell’olio extra vergine d’oliva: la sua specialità, l’oliva taggiasca, si gusta bene sia così sia per dar vita al pregiatissimo olio della Riviera. 

Furono i monaci di San Colombano, provenienti dal monastero di Lerins, a trapiantare nelle campagne di Taggia gli ulivi della loro terra di origine. Gli olivi di Lerins, adattati al clima e al suolo delle Alpi Liguri, diedero vita a una nuova varietà: la taggiasca. L’olio che si ottiene da queste olive è uno dei più pregiati: non supera mai lo 0.5% di acidità. 

Taggia è anche la parte più antica e caratteristica della città con il suo centro storico e l’antico ponte. A febbraio trasporta il visitatore nel 1600 con il suo corteo storico dedicato a San Benedetto. Personaggi vestiti con i magnifici abiti antichi, cavalli, abili musici in costume: tutto ci riporta indietro nel tempo. 

La zona costiera della città si chiama invece Arma di Taggia: un piccolo paradiso di mare e sole, perfetto per chi vuole rilassarsi in spiaggia o pedalare sulla splendida pista ciclabile, magari sgranocchiando un canestrello tipico del posto durante le pause.

Triora

Stretti caruggi, archi in pietra e antichi portoni: il borgo di Triora ci immerge subito in un’atmosfera misteriosa e ricca di fascino. Quasi pare di vedere comparire tra i vicoli delle creature magiche. 

E in effetti si dice proprio che fossero le basure, ovvero le streghe, le abitanti di questo luogo. 

Ma il legame tra il paese e la stregoneria non è solo frutto di leggende: Triora a partire dal 1587 fu nota per essere la sede di uno dei più sanguinosi processi per stregoneria in Liguria. A testimonianza di ciò, oggi nel borgo è possibile visitare il Museo regionale Etnografico e della Stregoneria, dove si trovano diversi atti dei processi e gli strumenti di tortura utilizzati durante gli interrogatori. Da non perdere anche la Cabotina, una piccola costruzione dove la leggenda narra che si riunissero le streghe, e da cui si gode di una bella vista sulla valle, magari imbiancata nei periodi invernali. 

Attenzione: a Triora anche il vostro palato verrà stregato. Dal famoso Pane di Triora ai formaggi, per poi passare ai dolci, come il Bacio della Strega e le Palle del Diavolo.