Le Bandiere Arancioni della Riviera dei Fiori

Itinerari nella Riviera dei Fiori

Le Bandiere Arancioni della Riviera dei Fiori

Tra i borghi della Riviera dei Fiori ce ne sono alcuni dove sventola una Bandiera Arancione: è il marchio rilasciato dal Touring Club Italiano ai borghi che si distinguono per la qualità turistico-ambientale dell’offerta dal punto di vista del viaggiatore e della sua esperienza di visita. Viene assegnata alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità.

Partite alla scoperta dei borghi arancioni della Riviera, tra caruggi, chiesa antiche e panorami mozzafiato.


Airole

Un borgo di pietre antiche: qui la tranquillità della natura regna insieme all’adrenalina delle esperienze sul fiume. ll paese è infatti punto di riferimento per tutte le attività sportive che si praticano nella valle, soprattutto per quelle acquatiche, come canoa, rafting e kayak.

Scegliete l’esperienza che preferite e iniziate la vostra avventura nella Riviera dei Fiori. 

Per chi invece vuole godersi la natura in modo più tranquillo, sono molti i sentieri escursionistici che, tra scenari mozzafiato, conducono nell’entroterra o nella vicinissima Francia. 

Non perdevi però un giro nel paese e una visita al Museo dell’Olio e della Civiltà Contadina. Passeggiate tra i vicoli e fate una pausa nella piazzetta principale, di fronte alla splendida Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo.

Apricale

Grazioso paese che si erge nella Val Nervia, Apricale ama trasmettere la sua “liguritudine” a primo impatto. E ci riesce benissimo: arrampicandosi sulla roccia, quasi in verticale, non può che essere un luogo simbolo della sua terra. 

Il pittoresco borgo medievale si percorre a piedi, lentamente, ammirando le stradine, il panorama, degustando le pansarole, tipiche frittelle soffici, perfette da gustare con lo zabaglione. 

Ogni angolo nasconde una sorpresa, dai murales degli artisti alle caratteristiche piazzette, dalle chiese al suggestivo Castello della Lucertola, oggi museo, fatto costruire nel X secolo dai Conti di Ventimiglia e così chiamato perché la sua forma, come quella del paese arroccato, ricorderebbe una lucertola al sole.

Certamente un borgo romantico e affascinante che ben vale il suo appellativo, Borgo degli innamorati, ma rimane perfetto anche in famiglia, tra amici o in solitaria.

Badalucco

A Badalucco l’olio extravergine d’oliva è protagonista: antichi frantoi con pale ad acqua diventano anche ristoranti e aziende-museo aperte al pubblico.

E l’olio è anche uno degli ingredienti principali usati per le squisite ricette liguri e badalucchesi. Specialità del posto sono il succulento stoccafissu au Baücogna, lo stoccafisso alla badalucchese, a cui viene dedicata una grande festa, e i famosi fagioli presidio Slow Food.

Esplorate il borgo: all’ingresso ad accogliervi il ponte romanico di Santa Lucia, all’uscita il ponte della Madonna degli Angeli. Percorrete i suoi vicoli dipinti: troverete un piccolo museo all’aria aperta con murales e opere in ceramica collocate sulle pietre a vista e sugli intonaci delle case medievali. 

Visitate la Chiesa di Santa Maria Assunta e San Giorgio, con il suo campanile visibile da ogni parte del paese.

Godetevi la natura e percorrete i sentieri adatti al trekking fino a raggiungere il Monte Faudo.

Dolceacqua

A vederlo sembra uscito da un racconto fantastico: il Castello dei Doria che si erge maestoso sul borgo, le pittoresche case colorate, il ponte che si specchia perfettamente sul torrente. Impossibile non innamorarsene a prima vista. 

Dopo il primo colpo di fulmine, la bellezza di Dolceacqua va vista e – vissuta – percorrendo a piedi il labirinto di stradine, immergendosi nel suo centro storico, tra botteghe artigianali e negozi tipici. Partite dal cuore antico del borgo, denominato Terra, fino a raggiungere il Castello, appartenuto prima ai Conti di Ventimiglia e poi ceduto a Oberto Doria nel 1270. Proseguite il giro nel nucleo più moderno, chiamato Borgo, che si estende sull’altra sponda del torrente.

Rilassatevi degustando un piatto tipico accompagnato da un buon bicchiere di Rossese, vino DOC di Dolceacqua, ammirando le luci e i colori cambiare al tramonto.  

Perinaldo

Perinaldo è un piccolo borgo in pietra dalla storia millenaria. Nei suoi vicoli ha camminato niente che di meno dell’astronomo ufficiale di Luigi XIV.

Gian Domenico Cassini, il primo astronomo moderno, nacque proprio qui nel 1625. Le sue scoperte, dagli anelli e satelliti di Saturno alla Grande Macchia rossa di Giove, furono talmente straordinarie da essere chiamato in Francia alla corte del Re Sole, Luigi XIV.

A lui è intitolato il famoso Osservatorio Astronomico di Perinaldo, dove è possibile osservare il cielo e visitare il planetario. 

Ma il paese non è solo il borgo delle stelle: è anche la patria del Carciofo di Perinaldo, Presidio Slow Food.

Molto caratteristico il centro storico con le meridiane sui palazzi, i muri in pietra e la Chiesa parrocchiale di San Nicola da Bari, eretta nel 1489, che conserva al suo interno un crocifisso ligneo del XV secolo e uno degli organi più belli dell’entroterra ponentino del 1829.

Pigna

Nella parte montana dell’alta Val Nervia, solcata dall’omonimo torrente, c’è Pigna. Qui, a 280 metri sul livello del mare, gli ingredienti del benessere sono pochi: uliveti e antiche acque termali. 

Pigna è nota per le sue acque termali, conosciute già in epoca romana. Era, infatti, un villaggio nell’orbita della romana Albintimilium, l’attuale Ventimiglia.

Nel 1844 venne iniziato lo sfruttamento a livello commerciale di queste acque alimentate dalla sorgente della Madonna Assunta, che sgorga alla temperatura di 30° e viene classificata come solfureo-clorurata. Oggi le sorgenti si possono raggiungere tramite dei percorsi escursionistici mentre le terme sono in fase di restauro.

Nel borgo lo sguardo spazia un po’ ovunque: il centro storico, con le case arroccate sul pendio della montagna, le chiese e i piccoli musei dedicati al territorio e alla cultura contadina.

Seborga

Forse non tutti sanno che nella Riviera dei Fiori c’è una principessa. La sovrana “governa” il Principato di Seborga, piccolo paese dell’entroterra. Il borgo reclama ancora oggi la sua indipendenza in virtù di una piccola vicenda burocratica che, così si dice, renderebbe nullo il passaggio di Seborga sotto la giurisdizione dei Savoia.

Anche se di fatto appartiene al territorio italiano, il borgo, per tradizione, continua a eleggere un suo sovrano e a coniare una propria moneta, il luigino, un tempo realmente utilizzata. Oggi i luigini si possono acquistare presso il Palazzo del Governo, insieme ai francobolli.

Oltre alle curiosità su questo borgo, scoprite anche il suo centro storico: un intreccio di vicoli che conducono alla caratteristica piazza principale, con la seicentesca chiesa Parrocchiale di San Martino, la chiesa barocca di San bernardo, i musei e il Palazzo dei Monaci, antica sede della Zecca.

Triora

Stretti caruggi, archi in pietra e antichi portoni: il borgo di Triora ci immerge subito in un’atmosfera misteriosa e ricca di fascino. Quasi pare di vedere comparire tra i vicoli delle creature magiche. 

E in effetti si dice proprio che fossero le basure, ovvero le streghe, le abitanti di questo luogo. 

Ma il legame tra il paese e la stregoneria non è solo frutto di leggende: Triora a partire dal 1587 fu nota per essere la sede di uno dei più sanguinosi processi per stregoneria in Liguria. A testimonianza di ciò, oggi nel borgo è possibile visitare il Museo regionale Etnografico e della Stregoneria, dove si trovano diversi atti dei processi e gli strumenti di tortura utilizzati durante gli interrogatori. Da non perdere anche la Cabotina, una piccola costruzione dove la leggenda narra che si riunissero le streghe, e da cui si gode di una bella vista sulla valle, magari imbiancata nei periodi invernali. 

Attenzione: a Triora anche il vostro palato verrà stregato. Dal famoso Pane di Triora ai formaggi, per poi passare ai dolci, come il Bacio della Strega e le Palle del Diavolo.

Vallebona

Il profumo e l’aroma dell’acqua di fiori d’arancio, i dedali di stradine, il mare sullo sfondo e la collina ad avvolgere l’intero borgo: Vallebona è un piccolo ma pittoresco paese della Val Nervia

Passeggiate nel paese, osservate le case in pietra, raccolte in grappolo intorno ai caratteristici vicoli, visitate le colorata chiesa di San Lorenzo con il suo magnifico organo. 

Qui da secoli era tradizione la produzione del distillato di fiori d’arancio usato anche per impreziosire i dolci, come le tipiche bugie, e noto nei secoli anche per le sue proprietà curative. Negli anni questa tradizione venne persa per poi essere recentemente recuperata, facendo diventare l’acqua di fiori d’arancio di Vallebona un Presidio Slow Food. 

Vallebona saprà conquistare, oltre alla vista, anche il vostro gusto e olfatto.